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13 Gennaio 2016

Educare allo sguardo: tempo di esposizione

Alice: “Per quanto tempo è per sempre?”
Bianconiglio: “A volte, solo un secondo”.
(Lewis Carrol)

Con questa citazione onirica di Alice nel paese delle Meraviglie continuano le puntate di educazione allo sguardo.

Approfondiamo il concetto di tempo di esposizione in fotografia: che cos’è e come funziona… pronti a cogliere il tempo?

Il tempo di esposizione è l’intervallo di tempo durante il quale l’otturatore della nostra macchina fotografica rimane aperto. L’otturatore per chi non lo sapesse, facendo un parallelo con l’occhio umano, non è altro che la palpebra del nostro occhio.

Quando scattiamo una foto, l’otturatore della machina fotografica si apre lasciando entrare la luce, rimane aperto per un intervallo di tempo e poi si chiude tagliando fuori la luce. Questo intervallo ha il nome di tempo di esposizione, scatto o posa.

Quando è buio occorre utilizzare tempi più lunghi, mentre con la luce si utilizzano tempi più brevi.

L’otturatore si comporta come un timer che controlla l’intervallo di tempo durante il quale la luce entra nella macchina fotografica. Se è buio è necessario quindi che la luce entri per un periodo più lungo di tempo.

Tempi di esposizione diversi creano effetti visivi differenti nell’immagine e ci danno la possibilità di “giocare” con i tempi per dare significato all’immagine che vogliamo immortalare.

Cosa succede se utilizziamo dei tempi lenti?

I tempi di esposizione lenti (da 1/2 a 1/60) rendono sfocato il movimento, questo accade perchè l’otturatore rimane aperto a lungo dando così ai soggetti il tempo di muoversi durante l’esposizione.

Più lenta è la velocità dell’otturatore, maggiore è la sfocatura.

Questa tecnica si usa molto negli scatti artistici.

Quando scattate con tempi di esposizione lenti assicuratevi che la macchina fotografica non si muova, altrimenti tutto nell’immagine apparirebbe sfocato dando vita inevitabilmente ad una foto “mossa”.

I tempi di esposizione rapidi invece producono l’effetto contrario cioè congelano il movimento.

Nelle immagini con tempi di esposizione rapidi i soggetti ci appaiono immobili perchè nell’istante in cui viene scattata la foto, nulla di ciò che viene ritratto ha tempo di muoversi. In genere servono velocità dell’otturatore pari a 1/25 o superiori per ottenere l’effetto dell’immobilità dei movimenti. Questa tecnica si usa molto nelle foto sportive.

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A questo punto qualcuno di voi si sarà già arreso chiedendosi per quale motivo dovrebbe sforzarsi di capire queste piccole accortezze di tecnica.

Eppure, con un piccolo sforzo di studio ed esercizio, il controllo dei tempi è uno degli strumenti creativi principali per ottenere una foto d’effetto.


Ora vi lascio sperimentare, uscite, esercitatevi e condividete qualche scatto con me!

Buon divertimento!


 

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About Samuela Iaconis

Fotografa, artista e responsabile dei servizi visivi presso il nuovo spazio di lavoro condiviso Coworking Varese Coworking Varese

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