Visione surrogata della realtà
Immagini attraversate da un unico “fil rouge”: la visione surrogata della realtà.
Immagini che consentono di spiegare o meglio di liberare a livello catartico le emozioni estreme che vengono rappresentate “a tinte forti” e cariche di una valenza sociale ( “Progetto Uranio238″ – 2011) o di una valenza ironica che riconduce alla fine dell’infanzia (Progetto “I killed my doll” – 2010).
Altre opere nascono invece da una ricerca sui “falsi miti”, come nel caso del progetto “Apple Passion” – 2009. In “Apple Passion” la mela considerata biblicamente come frutto proibito, simbolo della caduta dell’uomo dal giardino dell’Eden, schiava della sua etimologia (mela=malus=male) alla quale, attraverso un capovolgimento del significato, viene data invece una connotazione positiva di seduzione e passione.
Infine gli scatti dei progetti “Vampiria” e “Blume” che approfondiscono il tema del travestimento e del trucco, dove i soggetti sono semplici persone del mondo quotidiano che si scoprono attori di se stessi su palcoscenici alterati.
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Images through a single “common thread” surrogate vision of reality.Images that help to explain or rather to release cathartically extreme emotions that are represented by “strong shades” and charges of a social value (“Uranio238 Project” – 2011) or a ironic value that leads to the end of childhood (“I Killed My Doll” Project- 2010).
Other works come instead from a search on “myths”, as in the case of the “Apple Passion Project” – 2009. In “Apple’s Passion Project”: the apple, considered biblically a forbidden fruit, a symbol of man’s fall from the garden of Eden, slave to its etymology (apple = malus = bad) which, through a reversal of meaning, is given a connotation positive of seduction and passion. Finally shots of the projects “Vampire” and “Blume” that deepen the theme of disguise and makeup, where the subjects are simple people of everyday world, who discover themselves as actors on altered stage.